Comprendere i Mercati Finanziari: Psicologia, Efficienza e Bias Cognitivi
I mercati finanziari non sono solo numeri, grafici e algoritmi. Dietro ogni transazione c’è un essere umano con emozioni, convinzioni e pregiudizi. Questo articolo esplorerà in profondità i principali temi emersi da un corso completo sul funzionamento dei mercati finanziari e il ruolo cruciale che la psicologia e i comportamenti umani giocano nell’economia globale.
INVESTMENTS & FINANCE
Pietro Caruso
11/24/20245 min read


1. L’Evoluzione dell’Efficienza dei Mercati
L’ipotesi dei mercati efficienti è una pietra angolare della finanza moderna. Secondo questa teoria, i mercati riflettono immediatamente e completamente tutte le informazioni disponibili, rendendo impossibile batterli costantemente. Questo concetto si è evoluto nel tempo, a partire dall’invenzione del telegrafo e dei piccioni viaggiatori di Reuter, che garantivano un rapido trasferimento di informazioni tra le borse europee.
Eugene Fama, il padre dell’ipotesi dei mercati efficienti, ha formalizzato questa idea negli anni ’70, distinguendo tre forme di efficienza:
• Debole: i prezzi riflettono tutte le informazioni storiche.
• Semiforte: i prezzi incorporano tutte le informazioni pubbliche disponibili.
• Forte: anche le informazioni privilegiate sono già riflettute nei prezzi di mercato.
Tuttavia, la crisi finanziaria del 2008 ha messo in discussione questa ipotesi. Se i mercati fossero veramente efficienti, come si spiega la creazione e il crollo delle bolle speculative? È chiaro che i mercati non funzionano sempre in modo perfetto, lasciando spazio a comportamenti irrazionali e bias cognitivi.
2. Il Modello di Gordon e la Valutazione delle Azioni
Un aspetto fondamentale dei mercati finanziari è la determinazione del prezzo delle azioni. Il modello di Gordon, noto anche come modello dei dividendi scontati, suggerisce che il prezzo di un’azione sia pari al valore attuale dei dividendi futuri attesi. In altre parole, il valore di un titolo è una funzione dei suoi utili futuri, scontati al presente.
Questo modello, sebbene elegante, presuppone che i mercati siano razionali. Ma allora, perché alcuni titoli hanno rapporti prezzo/utili così elevati? Secondo il modello, queste differenze dovrebbero riflettere variazioni nel rischio o nelle opportunità di crescita. Tuttavia, la realtà è spesso influenzata da fattori psicologici e mode del mercato, che possono distorcere il valore percepito di un titolo.
3. Prospect Theory: Un Nuovo Modo di Pensare alle Decisioni
Nel 1979, Daniel Kahneman e Amos Tversky introdussero la Prospect Theory, una rivoluzione nella comprensione delle decisioni economiche. Contrariamente alla teoria dell’utilità attesa, che presuppone che le persone siano razionali, Kahneman e Tversky dimostrarono che siamo tutt’altro che razionali.
La Prospect Theory si basa su due concetti principali:
1. Avversione alla perdita: le persone temono le perdite più di quanto apprezzino guadagni equivalenti.
2. Punto di riferimento: le decisioni sono influenzate dal nostro stato attuale (il punto di riferimento), piuttosto che da un valore assoluto.
Questa teoria spiega perché le persone rifiutano scommesse con valore atteso positivo (ad esempio, una scommessa che offre il doppio del guadagno rispetto alla perdita) e perché tendono a correre rischi maggiori per evitare perdite.
4. Bias Cognitivi e Comportamentali nei Mercati
Eccessiva Sicurezza
Molte persone credono di essere più competenti della media, sia nel guidare che negli investimenti. Questo porta a un eccessivo volume di scambi nei mercati, alimentato dalla convinzione di avere informazioni superiori o intuizioni speciali.
Dissonanza Cognitiva
Quando le convinzioni di un individuo vengono messe in discussione, c’è una tendenza a ignorare le informazioni contrarie. Ad esempio, gli investitori che subiscono perdite spesso evitano di confrontarsi con i propri errori, concentrandosi invece su decisioni passate di successo.
Compartimenti Mentali
Gli investitori tendono a separare i loro portafogli in compartimenti, distinguendo tra investimenti sicuri e rischiosi. Questo comportamento, noto come mental accounting, è in contrasto con le teorie classiche di portafoglio, che suggeriscono di considerare il rendimento e il rischio complessivi.
Anomalie dell’Attenzione
Gli esseri umani non possono prestare attenzione a tutto. Nei mercati, questo significa che alcuni titoli vengono sopravvalutati semplicemente perché attirano più attenzione mediatica, mentre altri vengono ignorati.
5. Pensiero Magico e Superstizioni
Il comportamento umano è influenzato da molteplici bias e credenze irrazionali che spesso si manifestano nei mercati finanziari. Tra questi, il pensiero magico e la tendenza a interpretare o influenzare eventi casuali giocano un ruolo importante, contribuendo a decisioni irrazionali e al rafforzamento di bias cognitivi come l’eccessiva sicurezza, l’ancoraggio e le anomalie dell’attenzione.
Pensiero Magico e Superstizioni
Il pensiero magico, introdotto dallo psicologo B.F. Skinner, è emerso in un esperimento con piccioni affamati: gli animali, ricevendo cibo a intervalli regolari, iniziarono a ripetere movimenti casuali che avevano preceduto la somministrazione del cibo, credendo erroneamente che quei comportamenti influenzassero l’arrivo del pasto. Analogamente, gli esseri umani tendono a trovare relazioni causali in eventi casuali, attribuendo significati eccessivi a situazioni prive di logica.
Ad esempio, molti investitori credono che certe azioni (come acquistare un’azione in un preciso momento della giornata o seguire pattern di mercato “tradizionali”) possano influenzare i risultati, anche se questi dipendono da variabili imprevedibili. Questa credenza può portare a strategie di investimento basate più sull’intuizione o su “rituali” personali che su un’analisi razionale.
Bias Cognitivi Connessi
Il pensiero magico non opera in isolamento; si intreccia con altri bias cognitivi che modellano il comportamento nei mercati:
1. Eccessiva Sicurezza: Gli investitori spesso sopravvalutano le proprie capacità, credendo di avere un controllo diretto o di possedere informazioni uniche che li rendono migliori rispetto agli altri.
2. Ancoraggio: Quando non si hanno informazioni sufficienti, le persone tendono ad ancorarsi a dati iniziali o irrilevanti, come il prezzo passato di un’azione, e a basare le loro decisioni su questi riferimenti.
3. Anomalie dell’Attenzione: L’attenzione degli investitori spesso si concentra su notizie sensazionali o movimenti di mercato evidenti, ignorando elementi più sottili ma potenzialmente più significativi.
Il Paradosso di Newcomb: La Razionalità in Discussione
Il paradosso di Newcomb fornisce un esempio intrigante di pensiero irrazionale. Immaginiamo che un computer possa prevedere con precisione il nostro comportamento. Se il computer prevede che sceglieremo una sola scatola (con un milione di dollari), riempirà quella scatola. Tuttavia, se prevede che sceglieremo entrambe le scatole (inclusa una seconda con 1000 dollari), riempirà solo quest’ultima. Anche sapendo che la decisione del computer è già stata presa, molte persone scelgono di prendere solo la scatola con un milione di dollari, credendo che il loro comportamento possa in qualche modo influenzare una scelta passata. Questo riflette un pensiero quasi magico, applicabile anche ai mercati: gli investitori spesso agiscono come se potessero alterare il corso degli eventi futuri attraverso decisioni individuali, nonostante l’evidenza contraria.
Nei mercati finanziari, queste tendenze si manifestano in molti modi:
• Superstizioni di trading: Alcuni trader credono che certi giorni o orari portino fortuna, o che schemi ripetitivi nei grafici rappresentino un futuro andamento prevedibile, quando in realtà potrebbero essere solo casualità.
• Assicurazioni irrazionali: Come l’acquisto di polizze per eventi altamente improbabili (ad esempio, la morte durante un volo), basato su una percezione distorta del rischio, guidata più dall’ansia che dalla probabilità reale.
Integrare il Pensiero Magico nella Psicologia dei Bias
Il pensiero magico è solo una delle molte manifestazioni di come la mente umana fatichi a gestire l’incertezza e il caso. È collegato agli altri bias attraverso una tendenza generale a evitare l’ambiguità, cercando spiegazioni semplici e confortevoli. Ad esempio:
• La ricerca di senso: Gli investitori creano storie per spiegare movimenti di mercato apparentemente casuali, rafforzando la propria fiducia e giustificando decisioni passate.
• L’illusione del controllo: Le persone tendono a credere che il proprio intervento diretto possa alterare le probabilità di successo in situazioni governate dal caso.
6. Cultura, Contagio Sociale e Psicologia Narrativa
La cultura e il contagio sociale giocano un ruolo significativo nei mercati finanziari. Quando un gruppo di persone adotta una convinzione, questa può diffondersi rapidamente, creando bolle speculative o panico.
La psicologia narrativa sottolinea l’importanza delle storie nella formazione delle convinzioni. Ad esempio, il mito del “mercato sempre in crescita” può spingere gli investitori a comportamenti irrazionali, ignorando segnali di rischio.
7. Disturbo Antisociale della Personalità e Comportamenti Finanziari
Un tema controverso riguarda la presenza di tratti antisociali nel mondo della finanza. Sebbene alcuni professionisti possano mostrare tendenze manipolative o prive di empatia, la maggior parte delle organizzazioni è in grado di identificare e gestire tali comportamenti.
Un aspetto fondamentale emerso dal corso è l’importanza dell’educazione finanziaria. Migliorare la comprensione di concetti come l’interesse composto o la diversificazione può aiutare gli investitori a prendere decisioni più informate. Inoltre, regolamentazioni più rigorose possono proteggere i consumatori dagli abusi del mercato.
Conclusione: La Psicologia nei Mercati Finanziari
I mercati finanziari sono un riflesso della natura umana, con tutte le sue complessità e imperfezioni. Comprendere i bias cognitivi e comportamentali non solo ci aiuta a diventare investitori migliori, ma ci offre anche una finestra sul modo in cui pensiamo e prendiamo decisioni. La finanza comportamentale non sostituisce le teorie classiche, ma le completa, offrendo una visione più sfumata e realistica dei mercati e dell’economia.